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{ Category Archives } cipressetti miei

Comunicato stampa n. 3

Comunicato stampa n. 3
Primo maggio 2008 - Cristoforo Prodan
***
Non si devono uccidere i poeti.
Un paese che lascia assassinare i suoi poeti
non è un paese civile.
Così implorasti,
Giovanna Marini,
prima del tuo Lamento
in morte del Poeta.
Era il primomaggio, duemilaotto:
ma non era di maggio
quell’impura aria.
Cantasti:
Persi le forze mie persi l’ingegno.
E una mattina
mi son svegliato.
Bella,
ciao!

Comunicato stampa n. 2

Comunicato stampa n. 2
25 aprile 2008 - Cristoforo Prodan (influenzato dalla lettura dell’ultimo romanzo di Don Delillo “L’uomo che cade” e da varie e lunghissime discussioni sull’amore, sulla vita, sulla politica)
***
Le avrebbe detto che l’amava ancora.
Lei si sarebbe divincolata dal suo tentativo di bacio sulla bocca, e avrebbe allontanato le sue mani.
Le avrebbe detto che […]

Comunicato stampa n. 1

Comunicato stampa n. 1
19 aprile 2008 - Cristoforo Prodan
***
rinuncio ad avere amici e amiche
perché sono tutti uguali
cercano la compagnia solo per se stessi
quando hanno problemi
e sono stanco di starli a sentire
coltiverò solo rapporti superficiali
lavoro e poco altro
tanto ognuno è solo
e io sono sempre solo
perché la mia solitudine è ascesa
non riuscendo più a condividere
ideali, idee o […]

E sempre allegri bisogna stare…

Era un addio me lo sento.
Ci siamo salutati stasera
ma il tuo sorriso
disarmante
e il tuo sguardo
struggente,
pieno della tua bellezza,
mi hanno paralizzato.
Ancora una volta
non ho saputo dire,
ancora una volta,
non ho saputo fare.

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Ballata delle madri

Ballata delle madri
di Pier Paolo Pasolini
(1962, da Poesia in forma di rosa*)
Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d’esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate a redattori rotti
a […]

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tu, eccetera

ripenso ai nostri marginali accesi
tempi d’ideazione o di sorrisi
quando del bello parlavamo
per trasognato realismo
senza virgole né punti
affabulati e intorno
affannati respiri
(cp)

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Un popolo, amo’!

Quartiere E.U.R., Roma, Palazzo della civiltà del lavoro (già italiana), 1942
un popolo
di poeti
di artisti
di eroi
di santi
di pensatori
di scienziati
di navigatori
di trasmigratori
capisci amo’?
amo’? me stai a senti’ amo’?

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