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Dedica.

«Non penso di divertire il mondo superbo, e desidero piuttosto l’attenzione degli amici. Avrei voluto presentarti un pegno più degno di te, più bello dell’anima bella presa da un sacro sogno, dalla viva e luminosa poesia, da elevati pensieri, dalla semplicità; ma pur così, accogli con mano appassionata questa raccolta di capitoli multicolori, un po’ scherzosi, un po’ tristi, scritti secondo i modi del popolo semplice, ideali; frutto trasandato dei miei piaceri, delle mie insonnie, del facile estro, degli anni immaturi e di quelli appassiti, delle fredde osservazioni della ragione e delle note dolorose del cuore».
(dedica dell’Evgenij Onegin di Aleksandr S. Puškin)

Se mai un giorno dovessi scrivere un romanzo, vi anteporrei questa dedica; perché è così bella, così piena di poesia, di sentimento e di consapevolezza delle cose della vita.

La prenderei a prestito e la girerei a tutte le persone che m’hanno voluto bene o amato, e a tutte quelle che hanno condiviso con me semplicemente tempo della propria esistenza.

Ma la dedica a te ho donato,
tu che leggi, che sai e penserai.
A te che non so se mai m’hai amato.

(cp)

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