
Il 31 dicembre 2007 è morto a Milano l’architetto e designer italiano Ettore Sottsass (Ettore Sottsass su Wikipedia). Dedicatosi per gran parte della sua vita al design industriale, Sottsass è stato una figura eclettica di designer, architetto, urbanista, pittore, viaggiatore e fotografo.
Abbiamo chiesto all’architetto e artista italo-francese Vanessa Fanuele (www.vanessafanuele.com) un breve ricordo di Ettore Sottsass, che volentieri pubblichiamo nella versione originale in francese e nella sua traduzione in italiano. (cp)
di Vanessa Fanuele
Je vous ai rencontré monsieur Ettore Sottsass en 2004, ou plutôt je vous ai aimé pour être tout à fait exacte. Je venais d’être engagée à la boutique Alessi à Paris. On faisait quotidiennement le tour de tous les objets, on les observaient, les énumérait, les décrivait, les étiquetait , les touchait…on en parlait beaucoup entre nous, aux clients..certains nous amusaient, d’autres nous marquaient par leur simplicité, on aurait pu les redessiner mentalement, d’autres plus complexes nous interrogeaient. …. beaucoup d’entre eux nous faisaient rêver….enfin moi du moins! je me souviendrais à jamais la sensation que j’ai éprouvé en découvrant vos objets, vos oeuvres! quelle sensualité!,
je vous l’avoue Ettore, je prenais presque du plaisir à toucher ou à caresser les bois laqués des poivriers Twergi, je ne me lassais pas d’observer l’élégance des courbes des services à table, des seaux à glace, des plateaux, des couverts.. j’aurais rêvé être un instant entre vos mains rien que pour être modelée aux formes érotiques que suggèrent votre travail …. à travers ces “générosités” maîtrisées, j’ai compris l’homme que vous êtes, un homme entier qui s’est implique dans sa vie d’architecte et de designer, un homme qui a fait don de soit même dans les petites choses du quotidien , vous disiez vous même lors dune interview que “l’art est une prière, une manière de s’adresser à un inconnu”. Cette inconnue, Monsieur, c’est moi! Vous m’avez complètement séduite par votre faculté de raconter une histoire à travers l’art de la table, j’y ai même trouve une pointe d’exotisme, réminiscences de vos voyages en Inde et en Chine …ou vous étiez partis sans doute pour y (re)trouver l’origine du sens, ce sens que nous perdons jour après jour sans même plus nous en rendre compte…
Vos objets, monsieur Sottsass, me rappellerons à jamais de par leur valeur humaine, leur âme, leur magie que je suis vivante et chaque fois que je me sers de vos couverts sachez que je déguste de la poésie.
* * *
di Vanessa Fanuele
L’ho incontrata - signor Ettore Sottsass - o, piuttosto, mi sono innamorata di lei, nel 2004. Ero appena stata assunta nella boutique Alessi di Parigi. Lì ogni giorno si faceva il giro di tutti gli oggetti, li si osservava, li si catalogava, li si descriveva, li si etichettava, li si toccava… se ne parlava coi colleghi e con i clienti… alcuni di questi oggetti ci divertivano, altri ci colpivano per la loro semplicità, tale che avremmo potuto ridisegnarli mentalmente, altri più complessi ci ponevano delle domande… … molti ci facevano sognare, o almeno producevano questo effetto su di me! mi ricorderò sempre la sensazione che ho provato quando scoprii i suoi oggetti, le sue opere! che sensualità!,
devo confessarle, Ettore, che provavo quasi piacere a toccare e accarezzare il legno laccato dei macinapepe, macinasale e macinapeperoncino Twergi, e non mi stancavo mai di ammirare l’eleganza delle linee sinuose delle posate, dei bicchieri, dei secchielli da ghiaccio e dei vassoi… Per un attimo ho sognato perfino di essere tra le sue mani, per essere modellata con le stesse forme erotiche che il suo lavoro suggerisce… Attraverso questa “generosità” ammaestrata ho capito che uomo era lei: un uomo integro, coinvolto nel suo lavoro di architetto e designer, un uomo che ha fatto dono di sé anche nelle piccole cose quotidiane, come lei stesso ha suggerito in una sua intervista: «l’arte è una preghiera, un modo di rivolgersi a uno sconosciuto». Questo sconosciuto, Ettore, sono io! Lei mi ha sedotto totalmente, per la sua abilità di raccontare una storia attraverso l’arte della tavola, e ci ho trovato anche una punta d’esotismo, riminiscenza dei suoi viaggi in India e in Cina… dove era andato senza dubbio per (ri)trovare l’origine del senso, quel senso che perdiamo giorno dopo giorno senza neanche rendercene conto…
i suoi oggetti - signor Sottsass - mi ricorderanno sempre, per il loro valore umano, per la loro anima, per la loro magia, che sono viva, e ogni volta che mi servo delle sue posate sappia che ho la sensazione di assaporare della poesia.
{ 1 } Comments
Architetto e designer.
Fernanda Pivano, come lei stessa racconta, era ricca. Lui, prima la spogliò, e poi la piantò. Come avevano previsto le di lei madre e nonna. Amen.
Post a Comment